Nello Zibaldone, Giacomo Leopardi enuncia la sua teoria del piacere.
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Giacomo Leopardi e la copertina dello Zibaldone edizione Mondadori |
La riflessione di Leopardi parte da un'idea ben precisa: ogni uomo nel suo agire punta alla felicità, al piacere. Il problema è che questo desiderio di piacere non ha limiti, mentre i mezzi attraverso i quali l'uomo prova a soddisfare la felicità, cioè i piaceri, sono limitati temporanei ed effimeri.
La conseguenza è una felicità inarrivabile, poiché è presente questa distanza incolmabile tra desiderio e poi l'effettiva possibilità di soddisfarlo.
Si cade quindi in un meccanismo circolare, e in un vero e proprio circolo vizioso da cui non c'è via d'uscita, dove quindi la combinazione della nostra essenza e delle nostre caratteristiche portano ad un mantenimento costante della nostra condizione, senza possibilità di smuoverci da essa.
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